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Un viaggio negli Stati Uniti fra innovazione e cooperazione internazionale

Eisenhower Tour 2013 nasce per condividere l'esperienza straordinaria di un viaggio attraverso i luoghi e i leader dell'innovazione negli Stati Uniti grazie alla Eisenhower Fellowships (d'ora in poi EF).

Qualche nota di contesto, dal momento che trascorreremo insieme le prossime sei settimane. Fondata nel 1953, EF è una organizzazione non profit che da 60 anni promuove e sponsorizza un programma di cooperazione internazionale rivolto a giovani leader fra i 32 e i 45 anni di tutto il mondo.  L'MNP – Multi Nations Program coinvolge a rotazione da 22 a 25 paesi che ogni anno selezionano un proprio candidato a rappresentarlo, mentre l'USA Program vede un gruppo più ristretto di candidati americani destinati altrettante città e nazioni, dall'Africa all'Europa, dall'Asia all'Estremo Oriente, all'America Latina. Il programma ha una durata di 7 settimane in cui i fellow incontrano leader trasversali al mondo della ricerca, delle istituzioni, della politica e dell'industria, seguendo un itinerario individualizzato. L'obiettivo è instaurare relazioni, possibilità di scambio, cooperazione e progetti concreti fra gli Stati Uniti e il Paese d'origine del fellow (nel caso dell'MPN), e fra gli USA e gli altri paesi (nel caso dell'USA Program), entrando a far parte di un network globale di cui si resta membri per tutta la vita in quello che EF definisce un lifetime engagement (maggiori informazioni sul sito).

"L'Eisenhower Fellow è un leader  nel suo campo professionale, in
grado di sviluppare contatti con ambienti americani d'avanguardia,
collegati ai suoi interessi"
ci spiegano Antonio Colombo e Maurizio Meschino, Eisenhower Fellow rispettivamente nell'88 e nel '79 . "Il
fellow deve poi trasferire la sua esperienza, contaminando il suo
ambiente di lavoro con gli aspetti dell'esempio americano che possono
svolgere un ruolo guida. Questo significa che il fellow deve essere in
grado di cogliere quegli aspetti e di avere la leadership necessaria per
trasferirli nel contesto italiano. Al fellow si richiede anche la
capacità di sviluppare scambi ugualmente utili attraverso la rete
mondiale dei fellow".

È con questi presupposti che ogni primavera un nuovo gruppo di fellow
parte verso Philadelphia, sede ufficiale della EF House.

Quest'anno Art is Open Source rappresenta l'Italia: la candidatura di Salvatore Iaconesi è stata
accettata e come sempre, compagni nella vita e nel lavoro, saremo insieme
a occuparci di ricerca e innovazione: sociale, artistica e tecnologica.
Qual'è l'impatto delle tecnologie ubique sulle politiche e la società?
Quali sono i nuovi paradigmi economici connnessi alle economie del
digitale e ai modelli di peer production? Parlando di open data e smart
city: quali sono le ricadute sugli scenari delle policies pubbliche e
della governance? Come realizzare visionari programmi di inclusione
digitale in aree remote o svantaggiate del pianeta, privilegiando un
approccio antropologico in grado di rispettare le differenze sociali e
culturali? Sono questi i temi e le domande che ci porremo insieme nelle
prossime settimane, cercando risposte, suggestioni,
domande e riflessioni che si accumuleranno lungo il percorso.

Innovazione e cooperazione internazionale, dunque: è su questi piani che si articola la fellowship. "L'Italia è un paese aperto e l'economia italiana è fra quelle a maggiore integrazione internazionale" ci ricordano Antonio Colombo e Maurizio Meschino sottolineando il valore specifico della cooperazione: "la necessità di rilanciare l'integrazione europea rende l'attitudine alla cooperazione internazionale ancora più importante. La rapida evoluzione dello scenario geopolitico-economico non deve indurre alla chiusura e al protezionismo, ma generare apertura, scambio di esperienze e disponibilutà alla comprensione reciproca. Esperienze culturali che abituano al confronto e alla cooperazione internazionale sono quindi essenziali in questo periodo."

Una riflessione, questa, quanto mai attuale che chiude il cerchio: internet è l'infrastruttura-che-connette, che consente a milioni di persone di collaborare, conoscersi, scambiarsi dati e informazioni a cavallo fra culture, contesti e luoghi differenti ed è qui, in questo cortocircuito, che si crea uno spazio per l'innovazione.

Le prossime sei settimane, da qui al 18 maggio, saranno dedicate a queste attività. Lo faremo non solo attraverso i pizel, ma attraversando fisicamente il vasto spazio degli Stati Uniti da costa a costa, e il nostro desiderio è fare insieme un pezzo di strada.

 

  • alex giordano |

    Siamo in buone mani ed il fatto che ci siate voi e non i soliti praticoni del “business as usual” mi conforta. Vi aspetto per ascoltare. Un abbraccio

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