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Philadelphia: i fellow, la EF House e uno spaccato dell’amministrazione Obama

La prima settimana di Eisenhower Tour si è appena conclusa e abbiamo lasciato Philadelphia: un momento intenso in cui il gruppo di nuovi fellow si incontra per la prima volta in un mix di lingue, culture, progetti da ogni parte del mondo che, come sottolinea a più riprese Jhon Wolf, presidente della EF al suo nono mandato, costituisce la prima incredibile risorsa del programma. Philadelphia è il quartier generale di EF: luogo simbolico per la storia costituzionale americana (è infatti qui che la carta costituzionale è stata firmata), è anche la sede della EF House.

Il primo gesto di accoglienza riservato ai fellow è la donazione di una chiave personale della House, posizionata in pieno centro: da ora in poi, in qualsiasi momento, se un fellow deve organizzare un incontro, evento, meeting e lo richiede, la casa è a sua disposizione. Un atto che non manca di colpire nella sua semplicità e potenza.

Il programma va avanti fra briefing, presentazioni, seminari e momenti sociali, inclusa una visita al Costitutional Center. La program officer di Salvatore riesce anche ad inserire i primi incontri del nostro itinerario. Sono tre in tutto: Steve Tang, presidente e CEO dello University Science Center, un talk dell'imprenditore Osagie Imasogie, una tavola rotonda
nazionale promossa dal White House Business Center e dall'Agenzia
per lo sviluppo dei Minority Business (MBDA).
È proprio sull'ultimo incontro che mi soffermo. Organizzata presso l'Enterprise Center, sulla poderosa arteria della Market Street, e condotta direttore dell'MBDA David Hinson,  la tavola rotonda ci rivela un inaspettato e interessantissimo spaccato sull'amministrazione Obama.  Il governo sta infatti aprendo sul territorio una serie di consultazioni rivolte alle minority
enterprise
: il termine identifica un'azienda che per il 51% è posseduta da cittadini americani appartenenti a minoranze etniche fra africane, ispaniche, asiatiche, nativi americani. 

L'amministrazione Obama ha investito in modo sostanziale in questo settore supportado, secondo le statistiche riportate sul sito, la creazione di 5,787 posti di lavoro nel 2011, dando accesso nello stesso anno a circa 4 miliardi di dollari in contratti e capitali, mettendo a disposizione una serie di servizi fra tool online, assistenza e workshop. In questo quadro, la tavola rotonda ha l'obiettivo di rilevare discutere direttamente con i beneficiari del programma punti positivi, negativi, problemi da affrontare, opportunità da cogliere: David Hinson non manca di ricordare a più riprese come tutto quello che verrà detto nel corso della riunione andrà direttamente sul tavolo del presidente, sarà studiato e usato per indirizzare le nuove azioni.

 Sono presenti oltre una trentina di imprese, diverse per settori e dimensioni da piccole a molto grandi. Philadelphia, come numerose città del New England, vive la transizione fra un passato di città industiale e un presente in cerca di definizione dove i modelli di business su cui si fonda il tessuto economico e sociale mostrano i segni di una crisi strutturale. Gentilmente invitati a relazionarci con la sala, introduciamo nel dibattito un tema a noi caro: la crisi come opportunità per creare ecosistemi di business (ma anche sociali e culturali) fondati su modelli p2p abilitati dall'accesso e dalla presenza ubique delle tecnologie. Riportiamo fra gli altri come esempio il tentativo europeo del DBE (Digital Business Ecosystem) e l'attenzione è alta nel cogliere la prospettiva di un cambio di paradigma che coinvolge l'intera catena di produzione del valore.

 Un peccato dover lasciare l'incontro mentre il dibattito entrava nel merito delle questioni, ma la tavola rotonda ci dà la percezione precisa di come questa fellowship ci stia realmente introducendo nei gangli della società americana: siamo arrivati da appena qualche giorno e siamo tutt'altro che turisti.

Prossima tappa a Pittsburgh, con la Carnegie Mellon: un salto verso una città della transizione post-industriale.

Philly

Nella foto: Eisenhower Fellow 2013 – Workshop, presso Duble Tree Hotel (Philadelphia)