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Married!

Eisenhower Tour è anche un viaggio e nei viaggi accade l'inaspettato. Anche l'incredibilmente inaspettato.

Come sposarsi a Las Vegas. Non lo avevamo pianificato, ma arrivati a Santa Fè decidiamo che è il momento di farlo: adesso o mai più.

Tutto si è svolto ad incredibile velocità, complici altri due compagni di viaggio: Alexandra Hanrion Caude e suo marito. In una cena a base di ottimo cibo messicano brindiamo in quattro all'avvenimento, in una frizzante energia italo-francese: saremmo partiti il giorno dopo.

 

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[Nella foto: da sinistra a destra, Salvatore Iaconesi, Oriana Persico, Alexandra e Alexis Caude. Santa Fè, notte prima del matrimonio]

Alle undici di sera, a cena finita, ci rendiamo conto di non avere nessuna informazione: come si procede? Salvatore cerca online servizi last minut per matrimoni e oltre ogni aspettativa puntualmente il call center risponde alla undici di sera. Con piglio ultra professionale, la signorina all'altro capo del telefono ci introduce il questionario standard (è allenatissima): date di arrivo e partenza (abbiamo solo una sosta di 3 ore per poi ripartire), documenti (niente licenza, solo passaporti), tipo di cerimonia (prendiamo l'opzione standard: essere a Las Vegas è sufficiente) e così via.

Il responso alla fina è positivo: si può fare. Incredibile. Prenotiamo subito i biglietti e al nostro arrivo scopriamo che il servizio standard include una limousine bianca: cose di Las Vegas, non c'è che dire.

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[Nella foto: autoscatto dentro la limousine]

Ed è il nostro autista temporaneo (gentilissimo) che ci accompagna all'ufficio licenza matrimoni.

Anche questa un'esperienza fuori dal comune: 10 minuti di fila e otteniamo la licenza pagando una piccola tassa.

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[Nella foto: Salvatore con la licenza di matrimonio, Marriage Bureau, Las Vegas]

Siamo pronti per la Little White Wedding Chapel, che scopriamo essere la famosa cappella dove si celebrano i matrimoni con il finto Elvis.

Siamo catapultati in un vero e proprio set cinematografico, un tripudio di fake, e dobbiamo scegliere l'ambientazione per le foto.

Un bouquet di rose rosse è incluso insieme a una giarrettiera bianca e al servizio fotografico – prezzo totale 300 dollari per chi fosse interessato.

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[Nella foto: giarrettiera Little White Wedding Chapel appena consegnata]

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[Nella foto: set e servizio presso la Little White Wedding Chapel]

 La cerimonia si svolge velocemente, ma rispetta tutti i passi fondamentali, inclusa la marcia nuziale. Troviamo due anelli di fortuna (sono entrambi di Salvatore e il mio è larghissimo); il nostro testimone è il fotografo. Il pastore è Rachel, una giovane donna dai capelli nerissimi, truccata come per una serata in discoteta: è seria e professionale e porta una tunica anch'essa nera. Sbaglio e dò un bacio a Salvatore prima della sua benedizione, Rachel mi bacchetta: non è ancora il momento.

Infine, pronunciate le fatidiche parole rituali, eccoci sposati in una città completamente folle, quinta essenza dell'antropologia americana.

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[Nella foto: "Posso baciare lo sposo!"]

Las Vegas nasce nel bel mezzo del deserto, intorno non c'è nulla. Un esperimento inaudito di urbanesimo, estremo. Ma non provo a riassumerlo.

Un bicchiere di champagne all'Hard Rock Cafè e siamo di nuovo in aereo con la nostra licenza di matrimonio espressa e perfettamente legale, non prima di aver messo online le foto del nostro matrimonio: un'altro pezzo di cerimonia vissuta nella nuova e peculiare "intimità pubblica" dei social network. A mamma e a papà lo diremo dopo.

Direzione Austin, Texas.

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[Nella foto: Mr. e Mrs. Iaconesi – Married in Vegas, 2/05/2013]

  • Pino Cassano |

    L’estemporaneo è spesso migliore del programmato…ancora auguri e lunga felicità.

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