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Kansas City. Re-framing: antropologia strategica degli ecosistemi di business

L'approdo a Kansas City ci rivela un sud diverso, umido e verde.

Siamo nella terra dei fiumi, dove scorre il Mississipi con la sua possente e ondulata distesa di acqua alimentata da giganteschi affluenti. Come il Missouri, suo principale tributario: lo scorgiamo dall'aereo atterranado, affondato in dolci colline e pianure, sinuoso e calmo. L'asprezza rocciosa dell'Arizona e del New Mexico è scomparsa lasciando il passo alla terra del cotone, delle piantagioni infinite, degli agricoltori e dei proprietari terrieri: paesaggi che nella loro morbida bellezza hanno vissuto i duri scontri sulle leggi razziali e i conflitti fra bianchi e neri mai sopiti.

Kansas City è una città bella e signorile dall'architettura curata. L'acqua scorre ovunque e ovunque si incontrano fontane e cascate artificiali. L'aria è fresca, la vegetazione rigogliosa, le zanzare tante.

In questa tappa ci accompagnano altri due fellow: Bruno Rondani (Brasile), fondatore di Wenovate con cui abbiamo già condiviso diversi incontri, e Juan Pedro Moreno (Spagna), Senior Managing Director e Global Core Banking Service presso Accenture.

Dopo l'immersione nel mondo degli incubatori di imprese a Austin, siamo proiettati nell'universo della Kaufmann Foundation. Ad accoglierci Mary McLean, chief investment officer della Fondazione, e  Lesa Mitchell, vice president of Innovation and Networks.  La fondazione, che ha un volume impressionante di investimento, nasce dalla volontà dei coniugi Kaufmann di dare vita un soggetto indipendente di ricerca, con la missione di creare sviluppo nell'area di Kansas City.

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[Nella foto: ingresso principale della Kauffman Foundation, Oriana Persico e i coniugi Kauffman]

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[Nella foto: vista sul giardino e lago interno della Kauffman Foundation. Non si vedono, ma anatre e altri animali vivono in libertà in questi spazi, li osserviamo con piacevole sorpresa]

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[Nella foto: visita presso gli open space che ospitano workshop e start up. Da destra a sinistra: Salvatore Iaconesi, Bruno Rondani, Juan Pedro Moreno]

Vocazione globale e locale convivono all'interno di questa grande organizzazione, ed è qui che  prende forma l'idea di un nuovo tipo di "osservatorio" il cui punto di partenza sono le città e il cui valore strategico è la capacità di cogliere, analizzare e valorizzare la complessità antropologica, culturale, sociale del territorio.

La parola chiave dell'incontro è "re-framing": inquadrare in modo nuovo il business, i
bisogni e i desideri delle persone e dei mercati, le opportunità e le
possibilità. Il grande tema è la necessità di ripensare i
ruoli delle imprese globali e del territorio. E il fondamentale ruolo
della cultura, della creatività, insieme alla possibilità di intrecciare i
contributi di discipline differenti.

Ed è in questa direzione che discutiamo e proponiamo l'analisi dei modelli della cosiddetta "rainforest", la possibilità di analizzare e osservare la vita in tempo reale delle città, dei suoi network, delle topografie umane che descrivono sul territorio per arrivare all'idea di realizzare dei veri e propri osservatori sull'impatto degli
ecosistemi di business nelle società umane. Un'ipotesi che trova il vivo interesse dei nostri interlocutori e dei fellow che sono con noi.

Le domande intorno ad un possibile progetto come questo sono tante e crescono in noi mentre continuiamo a discuterle durante e dopo l'incontro. Come è fatto un osservatorio in grado di comprendere le complessità antropologiche, emozionali, economiche, sociali, politiche, psicologiche delle società umane per trasformarle in idee per nuovi modelli di business? Come è fatto un processo di re-framing continuo per un business? Come si aumenta la resilienza dei business attraverso l'osservazione della società?

Queste domande ci accompagnano per mano a KCnext – The Technology Council of Greater Kansas City, dove insieme a Ryan Weber, presidente di questo dinamico network, riprendiamo l'idea di
osservare gli
ecosistemi di business su diversi territori attraverso le attività degli utenti sui social network, espandendo e focalizzando il concetto di osservatorio emerso alla Kauffman in un'ottica più precisa.

vice president of Innovation and Networks
chief
investment officer e Lesa Mitchell. La fondazione, che ha un volume
impressionante di investimento, nasce dalla volontà dei coniugi Kaufmann
di creare un soggetto indipendente di ricerca, con la missione di
creare sviluppo nell'area di Kansas City. Vocazione globale e locale
convivono all'interno di questa grande organizzazione, ed è qui che 
prende forma l'idea di un nuovo tipo di "osservatorio" della città, il
cui valore strategico è la capacità di cogliere, analizzare e
valorizzare la complessità antropologica, culturale, sociale del
territorioome è fatto un osservatorio in grado di comprendere le
complessità antropologiche, emozionali, economiche, sociali, politiche,
psicologiche delle società umane per trasformarle in idee per nuovi
modelli di business? Come è fatto un processo di re-framing continuo per
un business? Come si aumenta la resilienza dei business attraverso
l'osservazione della società?

Prendere un territorio e osservarne gli ecosistemi di business al
fine di intervenire attivamente per suggerirne e attuarne forme e
politiche: un tipo di intervento molto particolare basato sullo studio e l'analisi dei network relazionali e delle topografie umane. Emerge l'opportunità strategica di realizzare dei punti di osservazione antropologica delle reti di business e di innovazione, delle relazioni e dei pattern di comportamento al fine di individuare ricette, rituali, errori, opportunità e impatti sulla società.

Anche qui ci rendiamo di nuovo conto come l'approccio antropologico sia una chiave di lettura e uno strumento essenziale per l'innovazione e il business nell'affrontare le complessità del contemporaneo. E alle domande che ci siamo appena posti se ne aggoingono altro: come è possibile realizzare un osservatorio strategico dell'antropologia degli ecosistemi del business e dell'innovazione in un territorio? Quali sarebbero gli obiettivi e i risultati sperati?

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[Nella foto: il complesso di Union Station dove si trova la sede di KCnext, Suite 200]

Kansas City si è rivalata uno snodo nel percorso della fellowship: mentre il viaggio si riavvolge su se stesso riportandoci verso Philadelphia, una serie di idee sono maturate.

Fra queste, il concetto di osservatorio e la possibilità di analizzare e comparare territori e città, sono una sintesi interessante e stimolante di tanti temi che
abbiamo toccato, capace di integrare le dimensioni
della ricerca, del dialogo e della cooperazione fra luoghi e città
differenti del pianeta.

Prossimo appuntamento a Boulder Colorado, la nostra penultima città.