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Boulder [Part II]. Nuovi ruoli per l’arte e la creatività: l’importanza dell’approccio critico

L'ultimo incontro con il piacevole ambiente universitario di Boulder è una boccata d'aria fresca, quasi come vedere un amico di vecchia data che non hai mai conosciuto di persona: ma un filo vi lega.

Mark Amerika, media artist, scrittore e docente di Digital Art presso il Department of Art & Art History, ci regala un bellissimo pomeriggio insieme, che si prolunga molto oltre il tempo stabilito per l'incontro.

Boulder art history

[Nella foto: Department of Art & Art Histor, main building]


Gli artisti sono sensori del contemporaneo: non possono fare a meno
di essere contemporanei e agiscono sugli immaginari del contemporaneo,
sollevando visioni, desideri e aspirazioni. Le culture digitali rendono
disponibili nuovi ruoli per l'arte e gli artisti, che grazie ai nuovi
media possono operare attraverso le discipline in maniera radicale,
creando impatti e suggestioni che riguardano in modo globale la società,
la politica, l'economia, le emozioni e la psicologia delle persone. In
questo l'interazione e la collaborazione assurgono a fondamento delle
pratiche artistiche, con i temi dei diritti digitali e dei nuovi scenari
politici e critici che diventano oggetto di discussione aperta e di
condivisione dei saperi.

Questa la sintesi del grandi temi di discussione affrontati con Mark Amerika.

Ci intratteniamo a lungo su questi argomenti che sono il nostro pane
quotidiano, condividendo le reciproche esperienze, le riflessioni, i
nostri rispettivi punti di vista. Il tempo è finito ma nessuno ha voglia
di chiudere, così Mark ci invita al partecipare al suo appuntamento. Una
piccola performance, la definisce, dal momento che non siamo "previsti".
Nel campus è in corso il tentativo di sistematizzare un approccio alla
letteratura digitale con gli annessi e connessi problemi di
archiviazione e di trasmissione/conservazione del sapere: il gigantesco
problema della memoria nell'era dei pixel, un problema che non ha una
soluzione semplice, e di conseguenza la capacità di porsi le giuste domande – pensiamo immediatamente a questo.
Invitato a dare il suo punto di vista in quanto docente e sperimentatore
digitale dell'ateneo, Mark ci presenta e ci incoraggia a prendere parte
alla discussione. Ne siamo più che
felici, e passiamo due intense ore di ascolto e discussione su temi che
ci appassionano. I bibliotecari dell'Università ci accolgono bene, e
alla fine ci salutano con calore ringraziandoci: la performance è andata
bene.

Questo piccolo episodio è significativo della domanda centrale con
cui lasciamo Boulder e le sue montagne: quali sono nel contemporanel le possibili innovazioni
nel ruolo dell'arte e della creatività, e delle comunità creative?

L'incontro con Mark America ci ricorda quanto, insieme all'approccio
antropologico, anche l'arte nella sua particolare veste di "sensore" sia
fondamentale per affrontare la complessità e fare emergere
l'inaspettato.

Prossima ed ultima tappa del nostro viaggio, Ithaca con il suo eco-village